Debutto in occasione di GemGenève in programma dal 9 al 12 Maggio 2019
Saranno questi due Istituti, che hanno promosso il progetto, i primi a rilasciare l'inconfutabile certificato di classificazione della specie di corallo.
Molti e significativi sono stati i passi compiuti dalla Commissione Corallo CIBJO in soli quattro anni di un’attività che ha avuto inizio con la sua costituzione nel 2014 in occasione del congresso tenutosi a Mosca, riunendo operatori di tutto il comparto, dai produttori, ai gemmologi, ai commercianti, e operando al fianco di biologi marini e specialisti nel quadro di un vasto programma strategico a difesa di questo impagabile materiale prezioso. E non solo. L’attenzione era focalizzata su obiettivi di etica e di salvaguardia anche per quanto riguarda il ruolo del settore orafo-gioielliero nella promozione di pratiche responsabili che diano conto al consumatore di quanto effettivamente realizzato dall’industria, sempre più impegnata su questo fronte con azioni dirette. L’importanza giustamente assunta dalle tematiche legate alla tutela ambientale e alla protezione delle specie a rischio (come le barriere coralline) non poteva non toccare anche l’ambito dei materiali preziosi, dalle perle ai coralli.
Fra i risultati raggiunti in un breve arco di tempo: l’adozione nel 2015 del Coral Blue Book, poi perfezionato nel 2017 e, sempre nel 2017 la stesura del manuale “Coral Guide for Customs – Classification & Identification of Coral Materials” appositamente studiato per fornire alle autorità doganali e alle Agenzie competenti corretti elementi di valutazione e classificazione dei coralli qualità gemma.
Ed ora si è raggiunto l’importante obiettivo di identificare in maniera certa la provenienza del materiale, determinante per intervenire sulla tutela delle specie e delle zone protette, e introdurre in conseguenza, misure che consentano il ripopolamento. In questo determinante è il ruolo dei laboratori gemmologici.
Sino ad ora l’identificazione avveniva sulla base delle proprietà fisiche del materiale, dell’osservazione morfologica con l’uso di spettroscopi a infrarossi e Raman. Ma in alcuni casi questo non è sufficiente e sono necessari approfondimenti. Qui entra in gioco l’identificazione del codice genetico, presente in tutti gli organismi viventi, il più affidabile metodo per la determinazione delle specie, che ora offre la possibilità di certificare senza ombra di dubbio, utilizzando opportuni marcatori, la specie di corallo.
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